Sicilia, melting pot del gusto

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03-03-2010 10:18
La Sicilia è un’isola che, a dispetto di ogni definizione, ha sempre avuto la vocazione a rimanere ben poco isolata. Le sue città e i suoi paesini sono Mediterranei, non solo perché geograficamente si trovano al centro del Mare Nostrum, ma anche perché molte civiltà mediterranee li hanno abitati nel corso dei secoli, civiltà delle quali si conservano ancora oggi il gusto e i profumi.

I costumi di un popolo sono il risultato della sua storia, e la storia della Sicilia è fatta da un’alternanza di dominazioni, ognuna delle quali ha lasciato i segni del suo passaggio. Queste tracce di popoli passati fanno la bellezza architettonica delle città siciliane e sono ancora oggi chiaramente riconoscibili nella cucina dell’isola.

Un dolce tipico come la cassata è uno degli esempi più adatti per raccontare questa storia fatta di stratificazioni culturali. Il nome del dolce è arabo, qas'at, "bacinella", e arabi sono la maggior parte degli ingredienti che la compongono. Canna da zucchero, limone, cedro, arancia, mandorla, sono stati introdotti nell’isola ai tempi della dominazione araba.

L’ingrediente principale, però, è autenticamente siciliano. La ricotta, infatti, veniva prodotta in Sicilia già dai tempi dei Siculi e dei Sicani. Ricotta e zucchero servivano a farcire un involucro di pasta frolla che veniva cotto a forno. Questo dolce era l’antenato della nostra cassata.

Un passo successivoverso il dolce che conosciamo oggi è stato compiuto in periodo Normanno, e precisamente a Palermo dove, al convento della Martorana, fu creata la pasta reale, un impasto di farina,
mandorle e zucchero detta anche pasta Martorana (la stessa con cui si modella la frutta Martorana, i dolcetti colorati a forma di frutta e ortaggi).

Con estratti di erbe si colorò questa pasta, che sostituì l’involucro di pasta frolla e si segnò il passaggio dalla cassata al forno,comunque ancora presente in molte tavole siciliane, alla cassata preparata a freddo. Cosa manca ancora per farne il dolce tanto rappresentativo della Sicilia? Il pan di Spagna, introdotto dagli spagnoli. Aspettiamo il periodo barocco per aggiungervi i canditi ed ecco ricostruita la storia di un dolce che è molto più di un semplice piacere per il palato perché porta in sé la memoria antica di una storia fatta di scambi culturali.

Fonte: rivista on-line Oliovinopeperoncino
Stefania Lo Sardo